Programmare la forza senza “guesswork”: verso un modello realmente individuale
Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026 Cesena ha ospitato lo StrongFirst Summit of Strength 2026, evento europeo dedicato alla programmazione della forza e alla strength & conditioning applicata.
Preparazione atletica, metodologia dell’allenamento e modellizzazione del carico sono stati i temi centrali di un confronto che ha riunito coach, preparatori, docenti universitari e professionisti delle scienze motorie attorno a una domanda cruciale:
È possibile ridurre sistematicamente l’incertezza nella programmazione della forza?
Tra gli interventi più rilevanti, quello di Fabio Zonin, StrongFirst Certified Master Instructor e docente universitario, ha affrontato direttamente questo nodo metodologico con la presentazione:
“Programming Strength Without Guesswork – When Method Eliminates Uncertainty”
Il limite implicito delle percentuali tradizionali
La programmazione basata sulle percentuali del massimale (1RM) rappresenta da decenni uno standard operativo nella forza.
Le tabelle classiche (NSCA e modelli derivati) assumono una relazione media tra carico e ripetizioni, ad esempio:
- 80% ≈ 8 ripetizioni
- 85% ≈ 6 ripetizioni
- 90% ≈ 3–4 ripetizioni
Questo approccio è semplice, replicabile e statisticamente fondato su popolazioni ampie.
Tuttavia presenta un presupposto implicito:
la relazione carico–ripetizioni è sufficientemente simile tra individui.
La letteratura scientifica mostra invece una significativa variabilità interindividuale nella strength endurance a parità di 1RM, oltre a differenze tra esercizi nello stesso atleta. Studi su RIR-based training (Helms et al.) e autoregolazione hanno già evidenziato come l’uso di percentuali fisse possa produrre stimoli molto differenti in termini di prossimità al cedimento.
In altre parole: la percentuale è precisa sul carico, ma può essere imprecisa sullo stress fisiologico.
RM 80%: un parametro per descrivere il profilo individuale
Il cuore della proposta metodologica presentata al Summit è l’introduzione di un parametro semplice ma informativo:
RM 80%1RM
→ numero massimo di ripetizioni tecnicamente corrette eseguibili con l’80% del proprio massimale.
Perché l’80%?
Secondo l’analisi proposta:
- Tra 80% e 100% la relazione carico–ripetizioni è approssimabile in modo quasi lineare.
- L’interferenza metabolica è contenuta rispetto a carichi inferiori.
- Le differenze individuali emergono in modo evidente.
L’80% diventa quindi un punto di osservazione privilegiato per descrivere la “pendenza” della curva individuale.
Due atleti, stesso 1RM, stimoli opposti
Consideriamo un esempio pratico.
Squat 1RM = 200 kg per entrambi gli atleti.
Atleta A
RM80% = 5 ripetizioni
Atleta B
RM80% = 10 ripetizioni
Secondo una tabella standard, l’85% dovrebbe corrispondere a circa 6 ripetizioni.
Ma se teniamo conto del profilo individuale:
- Per l’Atleta A, 85% ≈ 4RM
- Per l’Atleta B, 85% ≈ 7RM
Prescrivere 5×5 all’85% produce quindi:
- Per A: lavoro vicino o oltre il target RIR previsto
- Per B: lavoro con ampio margine, possibile sottostimolo
Stesso carico percentuale.
Stress fisiologico differente.
Qui emerge il “guesswork”: non nell’uso delle percentuali in sé, ma nell’assumere che la curva sia identica per tutti.
Δ%RM: la pendenza della curva
Un secondo concetto introdotto è il parametro Δ%RM, ossia la variazione percentuale necessaria per modificare di una ripetizione il carico massimo sostenibile.
Atleti con basso RM80% presentano curve più ripide (Δ%RM elevato).
Atleti con alto RM80% mostrano curve più piatte (Δ%RM ridotto).
Questo dato descrive la sensibilità individuale al carico.
Misurare questa pendenza permette di:
- prevedere meglio la prossimità al cedimento,
- normalizzare lo stress tra atleti,
controllare la progressione con maggiore coerenza interna.
Russian Squat Routine: quando la media diventa un rischio
Un caso analizzato durante lo Summit è stato quello della celebre Russian Squat Routine.
Il modello originale presuppone implicitamente un profilo medio compatibile con circa 8 ripetizioni all’80%.
Ma se il valore reale dell’atleta è:
- RM80% = 5 → accumulo precoce di fatica
- RM80% = 11 → sottostimolo iniziale e picco tardivo
La struttura della routine non è errata in sé.
L’errore risiede nell’input non verificato.
La stessa architettura programmatica può produrre effetti opposti in base al profilo individuale.
Ricalibrazione: stessa struttura, input individuale
Nella versione ricalibrata proposta:
- Si misura RM80%.
- Si stima la curva individuale.
- Si definisce un target RIR coerente lungo il ciclo.
La struttura del programma rimane invariata.
Cambia il parametro di ingresso.
Il risultato è una riduzione sistematica dell’errore prescrittivo e una maggiore uniformità dello stress relativo tra atleti.
Built Strong e variable overload
Lo stesso principio è stato applicato al modello Built Strong:
- Heavy Day 85%
- Medium Day 75%
- Light Day 65%
La novità non è nella suddivisione settimanale, ma nella traduzione del carico in ripetizioni tramite ladder costruite sul profilo reale dell’atleta.
La struttura resta stabile.
La fisiologia guida l’adattamento.
Limiti e prospettive
Come ogni modello, anche questo approccio presenta aspetti da considerare:
- La misurazione di RM80% dipende dalla qualità del test.
- La curva può modificarsi nel tempo con l’adattamento.
- La variabilità giornaliera richiede comunque monitoraggio (RIR, velocità, feedback soggettivo).
Non elimina l’incertezza — la riduce.
La prospettiva interessante è l’integrazione con strumenti di autoregolazione (RIR, velocity-based training), creando un sistema ibrido tra modello predittivo e feedback in tempo reale.
Il significato culturale dell’evento
La presenza di SIDEA come official partner si inserisce in questo contesto metodologico: sostenere iniziative che favoriscono il dialogo tra pratica, tradizione della forza e ricerca applicata.
Investire nella cultura tecnica significa contribuire alla maturazione del settore, superando la semplice replicazione di modelli e promuovendo un approccio fondato su parametri misurabili.
Conclusione
Il messaggio emerso allo StrongFirst Summit è chiaro:
Il problema non è usare le percentuali.
Il problema è assumere senza misurare.
Quando la programmazione si fonda su parametri individuali:
- lo stress diventa più prevedibile,
- la progressione più controllabile,
- l’adattamento più interpretabile.
Ridurre il guesswork non significa cercare la perfezione matematica.
Significa sostituire la media statistica con il profilo reale dell’atleta.
Ed è su questo terreno — misurazione, metodo, applicazione — che si gioca l’evoluzione moderna della programmazione della forza.
Chi è Fabio Zonin
Fabio Zonin è StrongFirst Certified Master Instructor, Adjunct Professor presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, European Director of Operations per Flexible Steel, Original Strength Master Instructor e docente alla Scuola Preparatori SBB.
Il suo lavoro integra ricerca accademica, applicazione pratica e sviluppo metodologico nel campo della programmazione della forza e della strength & conditioning.
Rappresenta una delle figure di riferimento nel dialogo tra tradizione della forza e modello scientifico applicato.
Dott. Michael Maraldi