L’Atalanta e l’arte del calcio giovanile: come si prepara il vivaio migliore d’Italia

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Ogni anno risultati importanti ad ogni livello e decine di giovani a rifornire le Nazionali: se ad attirare l’attenzione al momento è la Prima Squadra dell’Atalanta, che quest’anno disputa per la prima volta nella propria storia la Champions League e continua ad ottenere risultati incredibili in Serie A, il vero fiore all’occhiello della società bergamasca è e rimane il proprio Settore Giovanile, che grazie a continui investimenti e ad un’organizzazione ai livelli dei migliori club in Europa si sta sempre più guadagnando la fama di miglior vivaio in Italia. All’interno del Centro Sportivo “Bortolotti” di Zingonia, i giovani nerazzurri possono infatti contare su infrastrutture e attrezzature che in pochi possono vantare, e i risultati arrivano con una regolarità che testimonia l’ottimo lavoro svolto.

I punti di forza del Settore Giovanile dell’Atalanta

Non ci sono veri e propri segreti per i successi raccolti da questo Settore Giovanile – ci ha spiegato Alberto Pasini, preparatore atletico della Primavera dell’Atalanta e responsabile dei preparatori del Settore Giovanile – Semplicemente le armi principali di questa società sono quelle del lavoro, dell’organizzazione e del credere fortemente in quello che facciamo. Inoltre, mi sembra evidente anche solo entrando a Zingonia la qualità delle infrastrutture e delle attrezzature che ci vengono messe a disposizione, frutto della lungimiranza di chi sta investendo e continua ad investire su questo vivaio. Questo perché all’Atalanta, nonostante la Prima Squadra stia facendo cose incredibili, il Settore Giovanile viene ancora visto come la parte principale della propria attività, e questa è una cosa che per quanto ho potuto vedere da quando lavoro qui, continua ad aumentare nel tempo”.

Un segnale fortissimo di quanto l’Atalanta punti sui propri giovani è arrivato negli ultimi mesi, con la realizzazione di una nuova palazzina all’interno del Centro Sportivo di Zingonia destinata interamente al Settore Giovanile e pensata per valorizzare non solo gli atleti, ma anche tutti i dirigenti, gli staff tecnici e medici che ogni giorno lavorano per il vivaio nerazzurro. All’interno della nuova palazzina, che sarà intitolata all’ex responsabile del Settore Giovanile Mino Favini, è stata anche attrezzata una palestra interamente dedicata alle squadre del vivaio nerazzurro, dotata di una Rackstation Sidea e di pedane per il sollevamento pesi personalizzate coi colori della società bergamasca.

Un progetto, questo, che si combina con la nuova organizzazione data allo staff tecnico delle giovanili dell’Atalanta: sono state infatti individuate 12 aree specifiche legate alla preparazione tecnico-tattica e atletica dei giovani nerazzurri, ma anche alle fasi di recupero e di prevenzione degli infortuni, ognuna delle quali con a capo un responsabile che se ne occupa trasversalmente dettando linee guida specifiche a tutte le squadre, dall’attività di base fino alla Primavera.

Dal punto di vista dei giocatori: l’esperienza di Rodrigo Guth

Proprio alla squadra Under 19 dell’Atalanta appartiene Rodrigo Guth, difensore 19enne tra i più promettenti del reparto arretrato nerazzurro e del Campionato Primavera, che essendo arrivato 3 anni fa a Bergamo dal Brasile ha avuto modo di apprezzare la qualità del Settore Giovanile dell’Atalanta: “Non si tratta solamente della qualità delle infrastrutture, che sono di bellissime, dai campi alla palestra, ma anche e soprattutto delle persone. Qui a Zingonia ho trovato sin da subito una vera e propria famiglia ad accogliermi. Questo mi ha aiutato tantissimo ad adattarmi al calcio italiano, che è completamente diverso da quello che si gioca in Brasile. Anche a livello di preparazione c’è grandissima differenza: gli allenamenti in Italia sono molto più brevi ma anche molto più intensi. È tutto più veloce, non si sta mai farmi. In palestra andiamo tutti i giorni, sia per sessioni di attivazione che di potenziamento, e questo nell’arco di una stagione ci permette avere più resistenza e di tenere duro a livello fisico e atletico fino alla fine”.

Una combinazione, quella tra calcio giovanile e allenamento puramente fisico e atletico in palestra, che non sempre è facile da coniugare, soprattutto nelle categorie più basse a livello di età: “Quando sei piccolo, e non pensi ai benefici che possono portarti certi tipi di allenamento, vorresti solamente giocare col pallone, fare partitelle e cose del genere – continua Rodrigo –. Nel calcio moderno però la parte fisica è sempre più importante e quando capisci che ti fa bene, capisci che lo devi fare anche se significa fare fatica o se non ti piace”.

Dal calcio giovanile a quello professionistico

I successi del Settore Giovanile dell’Atalanta possono quindi sicuramente trovare le proprie radici nella cultura del lavoro trasmessa ai propri giovani, i quali sembrano anche trovare meno difficoltà di altri nell’affrontare il salto al calcio professionistico (secondo uno studio del CIES i nerazzurri sono tra i primi club per giocatori forniti ai 5 maggiori campionati europei): “Le motivazioni dietro questa tendenza possono essere molteplici – spiega Pasini – Una sicuramente è che l’Atalanta è molto brava a trovare e a scegliere giocatori con grandi qualità e talento: non bisogna infatti pensare che abbiamo la bacchetta magica per far diventare bravi i giocatori. L’area scouting è un vero e proprio fiore all’occhiello di questa società e ci dà una grossa mano portandoci ottimi giocatori, come Rodrigo. Un altro elemento che sicuramente contribuisce è l’obiettivo che ci poniamo come Settore Giovanile, che è quello di formare giocatori prima ancora di vincere: i risultati sono infatti nient’altro che una conseguenza del lavoro che viene svolto verso il miglioramento individuale dei calciatori e questo credo che possa essere considerato un elemento importante nel portarli poi a essere più pronti al calcio professionistico”.

 

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4 pensieri su “L’Atalanta e l’arte del calcio giovanile: come si prepara il vivaio migliore d’Italia

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  3. Mauro dice:

    Sarebbe interessante sapere come lavora la rete scouting in Toscana e in particolare nell’area di Grosseto. E se c’è interesse per i giovani di questa provincia Toscana.

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